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I trigliceridi predicono la recidiva di malattia coronarica in pazienti trattati con statine

Francesco Angelico, Divisione di Medicina Interna C, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Policlinico Umberto I, Università La Sapienza, Roma

 

Il lavoro è una analisi post hoc dei dati combinati derivanti da due importanti trial clinici randomizzati, il TNT e l'IDEAL che hanno valutato l'efficacia di una terapia con statine a dosaggio moderato (atorvastatina 10 mg o simvastatina 20/40 mg) rispetto a una terapia più aggressiva (atorvastatina 80 mg) sulla ricorrenza di eventi cardiovascolari in pazienti con malattia coronaria stabile. L'analisi degli eventi cardiovascolari avvenuti dopo il primo anno, ha mostrato un significativo aumento del rischio di eventi cardiovascolari con l'aumentare dei livelli della trigliceridemia (63% in più nei soggetti nel quintile più alto, rispetto a quello più basso). Tale relazione era presente anche nell'ambito dei valori apparentemente normali dei trigliceridi e nei soggetti nei quali la terapia con statine aveva portato al raggiungimento dei valori target di colesterolo LDL (100 mg/dl). Tuttavia, in questo studio, il ruolo predittivo della trigliceridemia diminuiva dopo avere effettuato un aggiustamento dei risultati per i valori del colesterolo HDL e per il rapporto apolipoproteina B/apolipoproteina A-I e quasi scompariva se si prendevano in considerazione anche il diabete, l'obesità ed il fumo di sigaretta. Gli Autori concludono che la misurazione della trigliceridemia è utile nella valutazione individuale del rischio di ricorrenza di eventi cardiovascolari nei pazienti in terapia con statine.
Il significato della trigliceridemia quale fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari rimane di difficile interpretazione. Secondo l'opinione corrente1,2 i trigliceridi sarebbero più un marcatore di rischio, strettamente dipendente dal livello dei fattori di rischio classici, che un fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari. Inoltre, poiché vi sono poche evidenze che la riduzione della trigliceridemia possa contribuire a ridurre il rischio cardiovascolare e le attuali linee guida non indicano target di trigliceridemia da raggiungere.

 

 

Plasma triglycerides and cardiovascular events in the Treating to New Targets and Incremental Decrease in End-Points through Aggressive Lipid Lowering trials of statins in patients with coronary artery disease

Faergeman O, Holme I, Fayyad R, Bhatia S, Grundy SM, Kastelein JJ, LaRosa JC, Larsen ML, Lindahl C, Olsson AG, Tikkanen MJ, Waters DD, Pedersen TR; Steering Committees of IDEAL and TNT Trials.

Am J Cardiol 2009;104:459-63

 

 

Bibliografia:

 

Triglycerides and coronary heart disease: have recent insights yielded conclusive answers?

Sarwar N, Sattar N.

Curr Opin Lipidol 2009;20:275-81

 

Triglycerides and the risk of coronary heart disease: 10,158 incident cases among 262,525 participants in 29 Western prospective studies

Sarwar N, Danesh J, Eiriksdottir G, Sigurdsson G, Wareham N, Bingham S, Boekholdt SM, Khaw KT, Gudnason V.

Circulation 2007;115:450-8

 

 

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