Malattie cardiovascolari: dislipidemia e diabete
Milano, 13 marzo 2010
Invio abstract entro il 15 febbraio 2010
Iscrizione preferibilmente entro il 28 febbraio 2010

Nell'ambito del Congresso Nazionale SISA tenutosi a Roma dal 25 al 28 Novembre sono stati assegnati i 3 Premi SISA e i 10 Premi AstraZeneca alle migliori presentazioni orali considerando sia il contenuto scientifico sia la qualità della presentazione. Si aggiudicano i premi...
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Roma, 4 dicembre 2009

Kooy et al. con il loro studio desiderano dimostrare l’utilità della terapia di associazione metformina-insulina nei pazienti diabetici per un migliore controllo metabolico e una maggiore prevenzione degli eventi cardiovascolari.
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Lp(a) costituisce un fattore di rischio cardiovascolare emergente e indipendente da quelli tradizionali quali colesterolo totale, colesterolo LDL, Apolipoproteina B, ipertensione, diabete, obesità e fumo.
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Nell'ormai lontanissimo 1981, Hopkins PN e Williams RR pubblicarono su Atherosclerosis un articolo che elencava 246 fattori che l'epidemiologia aveva dimostrato essere associati alla cardiopatia ischemica.
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Con una revisione sistematica della letteratura ed una meta-analisi si portano nuove prove che l'abolizione del fumo nei luoghi pubblici comporta una riduzione del rischio cardiovascolare. I dati che sono stati ricavati in alcuni stati dell'America del Nord, in Italia ed in Scozia, cioè dove da alcuni anni sono in vigore leggi restrittive sul fumo nei locali pubblici, sono concordi nel dimostrare il declino dell'incidenza di infarto miocardico, declino che si rende evidente già entro pochi mesi dalla promulgazione delle leggi.
J Am Coll Cardiol 2009;54:1249-55
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L'inibizione della degradazione proteolitica di ABCA1 (ATP-binding cassette transporter) comporta un aumento della biogenesi delle HDL. Il risultato finale dell'aumento dell'attività di ABCA1 è l'accelerazione del trasporto inverso del colesterolo con potenzialità di prevenzione dell'aterosclerosi.
J Lipid Res 2009;50:2299-2305
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Sia il fenofibrato, sia gli acidi grassi omega-3 sono noti agenti ipotrigliceridemizzanti. L'aggiunta di 4 g al giorno di omega-3 alla terapia cronica con 130 mg di fenofibrato in pazienti con grave ipertrigliceridemia determina un ulteriore riduzione dei trigliceridi di circa il 17% e può essere una valida opzione nei pazienti che non rispondono a sufficienza alla monoterapia con un fibrato.
J Cardiovasc Pharmacol 2009;54:196-203
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L'associazione tra colesterolo HDL e malattie cardiovascolari è forte, ma non sempre è chiaramente indipendente dagli altri fattori di rischio lipidici. Qualche dubbio rimane soprattutto per l'ictus cerebrale la cui associazione con le HDL è meno costante. Alcuni dati suggeriscono anche che modificazioni del colesterolo HDL hanno effetti benefici sull'evoluzione delle malattie aterosclerotiche dando perciò un ulteriore supporto al significato protettivo delle HDL.
Eur J Cardiovasc Prev Rehabil 2009;16:404-42
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Uno studio prospettico mostra che la quantità di piombo nelle ossa, ma non quella nel sangue, è associata alla mortalità per tutte le cause e che tale associazione è in gran parte sostenuta da un eccesso di mortalità per cardiopatia ischemica. I motivi non sono chiari, anche se sono già stati segnalati vari effetti del piombo su alcuni meccanismi potenzialmente implicati nel processo aterogenetico.
Circulation 2009;120:1056-1064
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Congresso Regionale Congiunto AMD SID SISA Sezioni LombardeMilano, 13 marzo 2010
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Congresso Interregionale SISACalabria, Campania e Sicilia
Catanzaro-Vibo Valentia
6-8 maggio 2010