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Efficacia terapeutica di Alirocumab sulla dislipidemia diabetica

 

La classica triade lipidica nei pazienti diabetici è caratterizzata da bassi valori di HDL, elevati valori di trigliceridi e spesso valori di colesterolo LDL nella norma, LDL che però sono qualitativamente piccole e dense e perciò maggiormente aterogene. L’uso del colesterolo non-HDL potrebbe essere un target per valutare l’efficacia di una terapia ipolipemizzante nei pazienti diabetici, considerando che il colesterolo non-HDL è indicato peraltro come obiettivo secondario dalle linee guida ESC/EAS 2016 nella dislipidemia diabetica.
In questo studio gli autori hanno confrontato l’associazione con la massima dose di statina tollerata o di Alirocumab, inibitore di PCSK9, o di altri farmaci (fenofibrato, ezetimibe, Omega3, acido nicotinico o nessun tipo di farmaco) in pazienti diabetici ad alto rischio cardiovascolare con colesterolo non-HDL ≥ 100 mg/dl e trigliceridemia ≥ 150 mg/dl ma inferiore a 500 mg/dl. Dopo 24 settimane nei pazienti in terapia con Alirocumab il colesterolo non-HDL si è ridotto in media del 32,5% rispetto ai pazienti non in terapia o in terapia con altri farmaci (UC). Una significativa differenza è stata osservata anche per il colesterolo LDL (-43,0%), apolipoproteina B (-32,3%), colesterolo totale (-24.6%) e nel numero di particelle LDL (-37,8%). La trigliceridemia si è ridotta rispetto al basale in entrambi i gruppi di pazienti senza una differenza tra i pazienti in terapia con Alirocumab rispetto ai pazienti in UC.
Non è stata osservata nessuna variazione significativa dei valori di emoglobina glicata e in entrambi i gruppi non è stato necessario un aggiustamento della terapia ipoglicemizzante.
Gli autori quindi concludono che Alirocumab è risultato superiore alle altre terapie nel ridurre il colesterolo non-HDL e che il farmaco è risultato ben tollerato.

 

Alirocumab vs usual lipid-lowering care as add-on to statin therapy in individuals with type 2 diabetes and mixed dyslipidaemia: The ODYSSEY DM-DYSLIPIDEMIA randomized trial

Ray KK, Leiter LA, Müller-Wieland D, Cariou B, Colhoun HM, Henry RR, Tinahones FJ, Bujas-Bobanovic M, Domenger C, Letierce A, Samuel R, Del Prato S

Diabetes Obes Metab 2018;20:1479-1489

 

AIM: To compare alirocumab, a proprotein convertase subtilisin-kexin type 9 inhibitor, with usual care (UC) in individuals with type 2 diabetes (T2DM) and mixed dyslipidaemia not optimally managed by maximally tolerated statins in the ODYSSEY DM-DYSLIPIDEMIA trial (NCT02642159).
MATERIALS AND METHODS: The UC options (no additional lipid-lowering therapy; fenofibrate; ezetimibe; omega-3 fatty acid; nicotinic acid) were selected prior to stratified randomization to open-label alirocumab 75 mg every 2 weeks (with increase to 150 mg every 2 weeks at week 12 if week 8 non-HDL cholesterol concentration was ≥2.59 mmol/L [100 mg/dL]) or UC for 24 weeks. The primary efficacy endpoint was percentage change in non-HDL cholesterol from baseline to week 24.
RESULTS: The randomized population comprised 413 individuals (intention-to-treat population, n = 409; safety population, n = 412). At week 24, the mean non-HDL cholesterol reductions were superior with alirocumab (-32.5% difference vs UC, 97.5% confidence interval -38.1 to -27.0; P < .0001). Overall, 63.6% of alirocumab-treated individuals were maintained on 75 mg every 2 weeks. Alirocumab also reduced LDL cholesterol (-43.0%), apolipoprotein B (-32.3%), total cholesterol (-24.6%) and LDL particle number (-37.8%) at week 24 vs UC (all P < .0001). Consistent with the overall trial comparison, alirocumab reduced non-HDL cholesterol to a greater degree within each UC stratum at week 24. The incidence of treatment-emergent adverse events was 68.4% (alirocumab) and 66.4% (UC). No clinically meaningful effect on glycated haemoglobin, or change in number of glucose-lowering agents, was seen.
CONCLUSIONS: In individuals with T2DM and mixed dyslipidaemia on maximally tolerated statin, alirocumab showed superiority to UC in non-HDL cholesterol reduction and was generally well tolerated.

 

Diabetes Obes Metab 2018;20:1479-1489

 

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