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Sovrappeso, obesità e rischio cardiovascolare

 

Che l'obesità sia un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari è un dato ben noto e comunemente riconosciuto. Quello che ancora non è del tutto chiaro è il suo peso nello sviluppo degli eventi cardiovascolari e su questo si è concentrata l'analisi del gruppo di studio che ha valutato 97 studi prospettici per un totale di 1,8 milioni di pazienti arruolati tra il 1948 ed il 2005. Gli autori hanno tenuto in particolare considerazione alcuni dei principali fattori di rischio per l'aterosclerosi. che comunemente accompagnano l'obesità, come l'ipertensione, l'iperglicemia e le alterazioni del profilo lipidico. Per ogni aumento di indice di massa corporea di 5 unità, il rischio di cardiopatia ischemica, dopo correzione per i comuni fattori confondenti, è risultato aumentare del 27% e quello di ictus cerebrale del 18%. Gli aggiustamenti successivi per la pressione arteriosa, la glicemia e la colesterolemia hanno confermato l'importanza di questi fattori di rischio che nel complesso rendevano conto del 50% dell'eccesso di rischio per cardiopatia ischemica nel sovrappeso e del 44% nell'obeso e del 98% dell'eccesso di rischio per ictus nel sovrappeso e del 69% nell'obeso. L'ovvia conclusione è che la massima attenzione deve essere posta nella correzione dei fattori metabolici e dell'ipertensione nell'obeso che deve però essere associata ad un impegno per la correzione dell'eccesso ponderale, visto il suo peso nel determinismo degli eventi cardiovascolari, soprattutto della cardiopatia ischemica.

 

Metabolic mediators of the effects of body-mass index, overweight, and obesity on coronary heart disease and stroke: a pooled analysis of 97 prospective cohorts with 1·8 million participants

Global Burden of Metabolic Risk Factors for Chronic Diseases Collaboration (BMI Mediated Effects), Lu Y, Hajifathalian K, Ezzati M, Woodward M, Rimm EB, Danaei G

Lancet 2014;383:970-983

 

BACKGROUND: Body-mass index (BMI) and diabetes have increased worldwide, whereas global average blood pressure and cholesterol have decreased or remained unchanged in the past three decades. We quantified how much of the effects of BMI on coronary heart disease and stroke are mediated through blood pressure, cholesterol, and glucose, and how much is independent of these factors.
METHODS: We pooled data from 97 prospective cohort studies that collectively enrolled 1·8 million participants between 1948 and 2005, and that included 57,161 coronary heart disease and 31,093 stroke events. For each cohort we excluded participants who were younger than 18 years, had a BMI of lower than 20 kg/m(2), or who had a history of coronary heart disease or stroke. We estimated the hazard ratio (HR) of BMI on coronary heart disease and stroke with and without adjustment for all possible combinations of blood pressure, cholesterol, and glucose. We pooled HRs with a random-effects model and calculated the attenuation of excess risk after adjustment for mediators.
FINDINGS: The HR for each 5 kg/m(2) higher BMI was 1·27 (95% CI 1·23-1·31) for coronary heart disease and 1·18 (1·14-1·22) for stroke after adjustment for confounders. Additional adjustment for the three metabolic risk factors reduced the HRs to 1·15 (1·12-1·18) for coronary heart disease and 1·04 (1·01-1·08) for stroke, suggesting that 46% (95% CI 42-50) of the excess risk of BMI for coronary heart disease and 76% (65-91) for stroke is mediated by these factors. Blood pressure was the most important mediator, accounting for 31% (28-35) of the excess risk for coronary heart disease and 65% (56-75) for stroke. The percentage excess risks mediated by these three mediators did not differ significantly between Asian and western cohorts (North America, western Europe, Australia, and New Zealand). Both overweight (BMI =25 to <30 kg/m(2)) and obesity (BMI =30 kg/m(2)) were associated with a significantly increased risk of coronary heart disease and stroke, compared with normal weight (BMI =20 to <25 kg/m(2)), with 50% (44-58) of the excess risk of overweight and 44% (41-48) of the excess risk of obesity for coronary heart disease mediated by the selected three mediators. The percentages for stroke were 98% (69-155) for overweight and 69% (64-77) for obesity.
INTERPRETATION: Interventions that reduce high blood pressure, cholesterol, and glucose might address about half of excess risk of coronary heart disease and three-quarters of excess risk of stroke associated with high BMI. Maintenance of optimum bodyweight is needed for the full benefits.

 

Lancet 2014;383:970-983

 

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