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Ricordo di Giovanni Anfossi

 

Sono trascorsi più di quattro anni dal 9 aprile 2011, il giorno in cui il Professor Giovanni Anfossi si è spento nella sua casa di Chieri, circondato dall'amore dei suoi cari ed in particolare della moglie Carla e del figlio Vittorio. Era dal settembre del 2008 che Giovanni sapeva di essere affetto da glioblastoma: si era sottoposto ad intervento neurochirurgico, a radio- ed a chemioterapia.

Pur conoscendo la severissima prognosi, aveva continuato a dare a tutti noi -famigliari, amici, colleghi, collaboratori, allievi, pazienti e studenti- il meglio di sè, con il mite coraggio dei grandi. Fino al dicembre del 2010, pur emiplegico, si era recato con quotidiana fatica in Ospedale accompagnato dalla moglie, per continuare la sua attività scientifica e didattica, lasciando un silenzioso esempio di straordinaria forza d'animo. La Dott. Isabella Russo, che lo ha aiutato con sensibilità e discrezione nel tempo della malattia, era stupita dalla incredibile mole di lavoro che Giovanni riusciva a svolgere. Aveva anche continuato -per quanto possibile- l'attività clinica, tra lo stupore commosso dei pazienti, come testimoniato dalla Prof. Elisabetta Pisu, che lo aveva coadiuvato con delicatezza nell'ambulatorio di lipidologia. Aveva fatto sua una massima citata come per caso nei primi giorni dopo la diagnosi: "Vivi come se dovessi morire oggi, impara come se non dovessi morire mai". La passione di Giovanni per la conoscenza si era ulteriormente intensificata, inducendolo ad iniziare la stesura di un volume molto completo, dal titolo "Le dislipidemie - Aspetti biochimici e clinici". Nella sezione "Ringraziamenti dell'Autore" aveva spiegato così la genesi del libro: "I differenti aspetti che ho trattato sono, in gran parte, il frutto dell'esperienza diretta che ho maturato in anni di ambulatorio a contatto con i Pazienti affetti da alterazioni del metabolismo lipidico. Tuttavia, la necessità di organizzare una trattazione come questa è emersa solo nell'ultimo anno in relazione a situazioni che hanno cambiato all'improvviso i miei orizzonti ed influenzato profondamente la mia vita e la mia attività lavorativa: questo mi ha spinto, sicuramente con eccessivo egocentrismo, a voler fissare una testimonianza scritta del mio lavoro passato". Nella Prefazione del volume -pubblicato nel 2010- il Prof. Pier Maria Furlan, Preside di Facoltà, aveva scritto: "Presentare un libro innovativo, su argomenti attuali, complessi e trattati con grande chiarezza senza che queste caratteristiche inficino il rigore scientifico e clinico, è occasione di orgoglio per chi ha la responsabilità di coordinamento di una Facoltà di Medicina ... L'Autore, Giovanni Anfossi, Professore Associato di Medicina Interna presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia San Luigi Gonzaga dell'Università di Torino, è profondo studioso della patologia atero-trombotica nei suoi aspetti biochimici e clinici, come dimostrato da numerose pubblicazioni internazionali, docente di singolare cultura e chiarezza didattica, e clinico esperto, molto amato e stimato da pazienti, studenti e colleghi: in particolare, è Responsabile del Centro per la Diagnosi e la Terapia delle Dislipidemie da egli stesso fondato presso la Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Medicina Interna III ad Indirizzo Metabolico della Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), diretta dalla Prof. Mariella Trovati ... Questo gruppo di lavoro internistico universitario ... ha iniziato pioneristicamente ventisette anni orsono la trasformazione di quello che era un Ospedale pneumo-tisiologico ... in una Azienda Ospedaliero-Universitaria plurispecialistica".
E' proprio a questi pionieristici inizi che risale la mia collaborazione con Giovanni: essa si è sempre svolta, secondo le sue parole, "in spirito fraterno e con grande comunanza di intenti sia nel campo della ricerca sia nell'attività clinica". Appartenevamo entrambi alla Scuola del Prof. Gianfranco Lenti, Clinico Medico di grande prestigio nell' Ateneo torinese, quando, nel 1983, avevamo seguito il Prof. Giorgio Emanuelli, Allievo del Prof. Lenti, nel suo trasferimento dalla storica Sede dell'Ospedale Molinette presso l'Ospedale San Luigi Gonzaga, coadiuvandolo nella fondazione della prima Clinica Medica in quella nuova Sede universitaria. Giovanni era allora poco più che trentenne, essendo nato il 28 maggio del 1952, ma aveva già alle spalle una solida formazione clinico-scientifica maturata sotto la guida del Prof. Emanuelli, con cui si era brillantemente laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 e specializzato in Medicina Interna nel 1982 e con cui aveva avviato studi in ambito prevalentemente nefrologico. Io ero stata inviata al San Luigi dal Prof. Lenti, per iniziarvi una attività di tipo metabolico, continuando il filone clinico-scientifico in cui ero stata inserita fin dalla Laurea nel gruppo di lavoro del Prof. Gianfranco Pagano, Allievo del Prof. Lenti.
La carriera di Giovanni Anfossi si è svolta quasi interamente presso il San Luigi, in Strutture Complesse Internistiche dirette dapprima dal Prof. Emanuelli e successivamente da me in seguito al ritorno del Prof. Emanuelli presso la Sede delle Molinette nel 1991. Dopo un iniziale periodo come Medico Interno Universitario, Giovanni era stato Aiuto Ospedaliero dal 1984 al 1987, Ricercatore Universitario dal 1987, Professore Associato di Medicina Interna dal 2005. Nel 1988 aveva trascorso un anno come Visiting Professor presso il Department of Pathology della Temple University di Filadelfia (USA) nel Laboratorio diretto dal Prof. Renato Baserga: in questo fruttuoso periodo aveva appreso tecniche di biologia molecolare ed aveva pubblicato ricerche su prestigiose riviste internazionali come PNAS e Science. La nostra collaborazione scientifica si è svolta principalmente in ambito metabolico e vascolare. In particolare, Giovanni si è dedicato con profonda passione allo studio degli aspetti biologici e clinici della funzionalità delle piastrine e delle cellule muscolari lisce vascolari, investigando gli effetti modulanti di ormoni e neurotrasmettitori, con particolare attenzione per l'insulina e le catecolamine, e di condizioni cliniche peculiari, quali l'insulino-resistenza, in modelli di patologia umana ed animale. La sua profonda cultura gli permetteva di affrontare con competenza sia gli aspetti biochimico-molecolari sia quelli clinico-terapeutici. Di particolare interesse sono gli studi concernenti gli effetti dell'insulina e dell'insulino-resistenza sull'attività nitrossido-sintetasica nelle cellule muscolari lisce e nelle piastrine, la valutazione dell'effetto degli antiossidanti sulla funzione piastrinica, il ruolo dell'infiammazione nel processo di instabilizzazione della placca aterosclerotica e lo studio delle modificazioni di aspetti biochimico-funzionali delle piastrine indotte dall' obesità. Giovanni Anfossi ha preso parte attiva alla vita di Società Scientifiche: è nel Consiglio Direttivo della Sezione Piemontese della SID che è nata la fraterna amicizia con il Dott. Luigi Gentile, che tanto si adopera per tenere viva la sua memoria. Giovanni sarebbe stato certamente eletto Presidente della Sezione Piemontese della SISA se il glioblastoma non lo avesse indotto a rinunciare alla candidatura proposta dal Presidente uscente Prof. Pagano. La mia Presidenza, quindi, è nata in sostituzione della sua.
Intensa e molto apprezzata è stata la attività didattica di Giovanni Anfossi, sia nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia del San Luigi (dove ha insegnato discipline internistiche in differenti Corsi Integrati) sia in Scuole di Specializzazione, Corsi di Aggiornamento e Master. Gli studenti erano affascinati dalla sua chiarezza, dalla sua cultura e dalla sua autorevolezza. Intensa ed innovativa è stata altresì la sua attività clinica, permeata dalla sua cultura e dalla sua esperienza: molto affezionati erano i pazienti, che ricorrevano a lui per problemi internistici e metabolici con fiducia assoluta nella sua solida preparazione e nella sua profonda umanità: tra di essi, insieme a tante persone semplici, c'erano molti colleghi di Facoltà. Studenti e pazienti erano concordi nell'affermare che Giovanni infondeva una straordinaria fiducia, ascoltava con rispetto ed incoraggiava anche nelle situazioni difficili.
Pochi mesi dopo la sua morte, il 17 giugno 2011, si è svolta in suo onore al San Luigi una intera giornata congressuale di elevatissimo livello scientifico, in cui tutti i ricercatori ed i clinici che si occupavano di patologia metabolica e vascolare in Piemonte hanno presentato i frutti migliori della loro ricerca, dagli aspetti di biologia molecolare a quelli fisiopatologici e clinico-terapeutici.

Il Convegno, svolto con la partecipazione delle massime autorità della Scuola di Medicina di Torino e dei più alti esponenti di Società Scientifiche operanti in Piemonte, è stato un omaggio a Giovanni, alla sua intelligenza, alla sua creatività, alle sue straordinarie doti di scienzato, docente e clinico. Questo ricordo, a quattro anni della morte, vuole essere anche un omaggio alla nobiltà del suo animo profondamente buono, generoso e mite, operoso nel fare e schivo nell'apparire, libero da ogni condizionamento in conflitto con la sua limpida coscienza, capace di dialogare senza imporsi, di aiutare senza umiliare, di tacere le proprie sofferenze restando in empatico ascolto di quelle altrui, di affrontare realtà durissime -come la malattia e la prospettiva imminente della morte- continuando a svolgere con il massimo impegno il proprio lavoro ed accettando con umile pazienza la propria disabilità, grato per ogni piccolo aiuto ricevuto: è questa l'eredità spirituale che portiamo nel cuore e che illumina la nostra vita.
Ringrazio profondamente il Prof. Maurizio Averna, Presidente, ed il Prof. Renato Fellin, Past-President della SISA, per aver chiesto un ricordo di Giovanni Anfossi alla Sezione Piemontese della Società, ed il Dott. Luigi Gentile, Presidente Regionale, per avermi affidato un compito di così grande onore.

 

Prof. Mariella Trovati
Past-President della Sezione Regionale Piemontese
della SISA

 

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